Cultura permanente a 7 petali

Permacultura: un mondo (quasi) nuovo da scoprire!

Per chi stesse in questo momento pensando che quello di cui stiamo parlando si riferisca all’agronomia, si sbaglia! o meglio, l’approccio della Permacultura nasce certamente nell’area delle pratiche agronomiche, o più in generale dal mondo ecologista e della sostenibilità, ma nel corso del tempo ha assunto la rilevanza di approccio sistemico alla gestione globale degli ambienti umani; soprattutto ora, in un’epoca di discesa energetica. Con questo non mi riferisco solo, appunto, agli ambienti naturali o coltivati dall’uomo ma anche all’economia, alla gestione delle risorse energetiche, all’educazione, etc. In pratica nei sette dominii rappresentati nel fiore a sette petali da David Holmgren. Anche ad un lettore poco attento, che legga velocemente le didascalie principali del grafico, saranno subito evidenti le connessioni con la sua vita quotidiana e di come essa sia attualmente organizzata. Questi dominii costituiscono gli ambiti fondamentali che richiedono una trasformazione per creare una cultura sostenibile.

[…La permacultura è anche una rete di individui e gruppi che diffondono le soluzioni progettuali della permacultura in paesi ricchi e poveri di tutti i continenti. In larga misura non riconosciuti dal mondo accademico e non supportati dai governi o dal mondo degli affari, gli attivisti della permacultura stanno contribuendo ad un futuro più sostenibile riorganizzando le loro vite ed il loro lavoro intorno ai principi della permacultura. In questo modo stanno creando piccoli cambiamenti locali, ma tali da influenzare direttamente o indirettamente l’azione nei campi dello sviluppo sostenibile, agricoltura organica, tecnologie appropriate e progettazione volontaria della comunità.] (Essenza della Permacultura – David Holmgren)

L’abbondanza energetica dell’ultimo secolo ha modificato talmente il nostro modo di vivere e di pensare tale da renderci impreparati ad un’epoca di scarsità energetica, della quale oggi cogliamo solo i primi effetti; eppure così devastanti. Grazie al potere dell’energia, soprattuto il nord del mondo, non ha più avuto bisogno di figli, di braccia, di vicinanza fisica; solo per esemplificare alcune cose dalle quali ci siamo emancipati in un così breve periodo. Nel contempo la dipendenza da sistemi sempre più complessi moltiplicatori di un’efficienza globalizzata, ci ha fatto perdere molta della resilienza che permetteva all’uomo di contrastare gli eventi negativi che incidevano sulla propria vita. La complessità dei sistemi, la loro fragilità dipendente dalle interrelazioni con il sistema energetico e la velocità con la quale oggi avvengono i cambiamenti, ci rende inermi come individui e totalmente dipendenti dai suddetti sistemi come comunità.

La Permacultura, con il suo approccio olistico, mira a dare forza alle piccole comunità affinché possano influire sulle variabili che più possono influenzare il loro progresso; ovviamente la produzione di cibo di buona qualità e la conservazione degli ambienti naturali rientrano in questo approccio; costituiscono, appunto, il tema originario dal quale la Permacultura è partita.

Fiore di David Holmgren

AttivaMente ha nel suo DNA molti dei principi della Permacultura e per questo siamo molto interessati ad approfondire l’argomento. Abbiamo iniziato subito con un evento introduttivo sul tema avvalendoci della collaborazione del partner Psicoluoghi e della Ass. Iridea. L’evento è GRATUITO ma i posti sono limitati; per partecipare registra la tua prenotazione.

Percorso introduttivo sulla Permacultura


Permacultura
Conferenzadi Redazione
24 Febbraio 2017Andria

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Permacultura: le origini

A partire dal 1974 in Australia Bill Mollison e David Holmgren cominciarono a sviluppare un quadro di riferimento per un sistema agricolo sostenibile, incentrandolo su una policoltura a base di specie arboree perenni, arbusti, specie erbacee, funghi e sistemi radicali. Oltre a questo il metodo si poneva come obiettivo il progettare insediamenti umani in modo da ridurre il lavoro necessario per mantenerli, la produzione di scarti e l’inquinamento e contemporaneamente preservare o incrementare naturalmente la fertilità dei terreni e la biodiversità del sistema.
L’opera di Mollison e Holmgren era basata sui seguenti assunti:

  • La crisi ambientale è reale e le sue dimensioni sono tali che certamente trasformeranno la moderna società industriale in modo irriconoscibile. Questo processo metterà in serio pericolo il benessere e la stessa sopravvivenza della popolazione mondiale, in costante aumento.
  • L’impatto globale – quello già presente e quello futuro – della società industriale e dell’enorme popolazione sulla meravigliosa biodiversità della terra sarà sicuramente molto più vasto degli enormi cambiamenti registrati negli ultimi secoli.
  • L’uomo, anche se creatura abbastanza insolita nel contesto del mondo naturale, è soggetto alle stesse leggi scientifiche che governano l’universo materiale e l’evoluzione delle forme di vita, in primo luogo quelle relative al bilancio energetico.
  • Lo sfruttamento dei combustibili fossili durante l’era industriale è la causa primaria della spettacolare esplosione della popolazione umana, delle conquiste tecnologiche e di ogni altra caratteristica della società moderna.
  • Sebbene sia quanto meno difficile prevedere quali saranno gli sviluppi della società umana successivi all’esaurimento delle risorse energetiche di tipo fossile, è indubbio che i prossimi decenni vedranno il ritorno ai modelli osservabili in natura e nelle società preindustriali e cioè a modelli sociali dipendenti da energie e risorse rinnovabili.

Il lavoro culminò nel 1978 con la pubblicazione di Permaculture One. Nel 1979 Mollison pubblicò Permaculture Two, con il quale ampliava ulteriormente il metodo comprendendo la progettazione di intere comunità.
Quello che infatti contraddistingueva il lavoro di Mollison e Holmgren dalle altre proposte di metodi agricoli alternativi era l’enfasi sull’integrazione con tutti componenti di un insediamento umano: costruzione di edifici, pianificazione del sito, gestione delle acque e dell’energia e gestione della comunità si fondevano con la coltivazione di piante per cibo o altre materie prime

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Redazione AttivaMente

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