L’anno che verrà

Siamo nel periodo dell’anno nel quale augurare a parenti ed amici, e non solo a quelli, un prossimo anno migliore di quello ormai agli sgoccioli è una abitudine consolidata. L’applichiamo pedissequamente quasi come le raccomandazioni a porre attenzione ai pericoli della strada di una madre verso il figlio che esce con i suoi amichetti. Uno di quegli atti che sentiamo di dover fare quasi avessero in sé il potere di allontanare da noi la sfortuna sempre incombente. Non è un’azione tanto svolta a favore di colui che la riceve quanto di colui che la trasmette. Insomma, dobbiamo fare gli auguri, altrimenti non ci sentiamo a posto!

Questo periodo è però anche il momento nel quale i buoni propositi, l’altra faccia della moneta augurale, prendono un po’ di spazio nei nostri pensieri e nel nostro parlare. Sappiamo già che questi sono un bel po’ più impegnativi degli auguri e che per questo restano spesso avvolti nella nebbia di un futuro prossimo che con tutta probabilità si sposterà di continuo in avanti.

Se ci soffermiamo un attimo: cos’è l'”augurio” se non l’auspicio che i fattori che possono determinare l’evento augurato si coalizzino per il raggiungimento di quel risultato?
E cos’è un “buon proposito” se non la determinazione più o meno precisa di muovere proprio quei fattori che possono determinare l’evento?
Ad inizio anno auguriamo buona fortuna ed eventi positivi ma, per come li poniamo, sembra che il raggiungimento di questi possa essere determinato soprattutto da fattori esterni; sia chi fa gli auguri che chi li riceve è sostanzialmente elemento passivo per la determinazione del risultato.
Quando ci proponiamo qualcosa, invece, spostiamo l’attenzione su noi stessi; diventiamo elementi attivi e determinanti perché quegli auspici si realizzino. Entrambi, auspici e propositi, ci richiamano ad un “cambiamento”.

AttivaMente è un progetto che fa della realizzazione di qualsiasi augurio posto a favore di noi stessi, dei nostri cari, dell’umanità tutta e di quanto le sta intorno, il suo obiettivo e che fa dei buoni propositi la molla da caricare affinché questo si possa concretizzare. Più la caricheremo di passione e di significato più incrementeremo le probabilità di successo.

 

L’augurio che quindi ci sentiamo di fare a tutti è che il prossimo anno possa essere un anno ispirato al vero cambiamento. Che possiate caricare la vostra “molla” per ottenere cose vere, importanti e positive gratificandovi per i risultati ottenuti grazie soprattutto a quanto avrete espresso con la vostra passione, determinazione e perseveranza.

 

Buon 2017!!

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Redazione AttivaMente

Author: Redazione

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1 Comment

  1. Sono pienamente d’accordo
    Credo fermamente che “fare gli auguri” significhi augurare un futuro migliore, augurare

    Sono pienamente d’accordo!
    Sono d’accordo che “auguri” significhi augurare un futuro migliore, augurare
    la realizzazione dei propri sogni
    ma che questo significato si vanifica del tutto se sia chi augura che chi riceve
    sono elementi passivi.
    Diversamente, perché gli auguri abbiano un senso, gli auguranti e i riceventi devono avere una partecipazione attiva nel raggiungimento di tali auspici
    Se siamo consapevoli di questa realtà ,allora e soltanto allora possiamo permetterci di augurare e di ricevere auguri
    E questo vale anche e soprattutto per noi stessi nel momento in cui ci auguriamo che
    ” le cose cambino”

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